Estate, occhio alle intossicazioni alimentari: quali sono i cibi da cui stare alla larga

Agosto 4, 2019 0 Di admin

Con l’arrivo dell’estate e delle vacanze, in modo particolare quelle al mare, c’è sempre dietro l’angolo il rischio di ritrovarsi al ristorante a sperimentare nuovi piatti e poi finire in pronto soccorso per il resto della serata per colpa di un’intossicazione alimentare. Così come le stesse disattenzioni nel preparare i vari spuntini da mangiare al mare, ad esempio, possono essere estremamente pericolosi.

La tecnologia, in questi casi, può tornare molto utile. Esistono varie app che sono in grado di accertare se il cibo che viene consumato ogni giorno è sano oppure presenta dei rischi per la nostra salute. Questo approccio smart e hi-tech fa capire quanto smartphone e app abbiano rivoluzionato la quotidianità. Anche nel settore del gambling online le novità hi-tech sono tantissime: le migliori slot machine da provare senza depositare sono presenti in un gran numero di casino online, che sono accessibili anche direttamente dai device mobili.

Estate e la contaminazione degli alimenti  

La salsa all’uovo all’interno di uno specifico panino, ma anche il ghiaccio in una bibita: all’apparenza sembrano alimenti assolutamente non in grado di portare con sé dei rischi, ma che in realtà possono nascondere molte più insidie di quello che si pensa.

La stagione estiva, infatti, è quella probabilmente con maggiori rischi dal punto di vista delle intossicazioni alimentari. Sono proprio le altissime temperature a rappresentare il nemico numero uno per la corretta conservazione degli alimenti. La minore attenzione dovuta al fatto di essere spensierati in vacanza, poi, è un altro aspetto che favorisce questo tipo di problematica.

Sì, dal momento che in vacanza la percezione del rischio tende a calare. Il problema è che le intossicazioni alimentari sono sempre dietro l’angolo, pronte a sferrare l’attacco decisivo quando una persona meno se l’aspetta. A metterlo in evidenza è un virologo, Fabrizio Pregliasco, dell’Università degli Studi di Milano, che ha spiegato come salmonella, Escherichia coli e Campylobacter si diffondono soprattutto tra le pietanze che consumiamo a tavola.

Tossinfezioni alimentari e sintomi

Al giorno d’oggi, in tutto il mondo, ci sono oltre 250 tipologie di tossinfezioni alimentari. La manifestazione di ciascuna di esse, chiaramente, presenta delle caratteristiche ben precise e c’è “la mano” di differenti agenti patogeni. Nella maggior parte dei casi si tratta di virus, batteri e parassiti. Spesso e volentieri i sintomi sono gli stessi: vomito, crampi addominali particolarmente forti e dolorosi, diarrea, febbre, nausea.

Tutti questi sintomi spesso possono essere confusi con quelli tradizionali di un’influenza, anche in virtù del fatto che i numerosi cambiamenti di temperatura, anche piuttosto repentini a volte, possono favorire senz’altro l’insorgere di febbre e stanchezza. Il rischio di fare confusione è molto elevato, soprattutto per via dell’aspetto particolarmente invitante con cui certi alimenti vengono presentati a tavola.

Insomma, anche se all’apparenza determinate pietanze appaiono buonissime, in realtà qualche volta è meglio usare un po’ di prudenza. La contaminazione si può verificare in varie modalità durante la stagione estiva. Quando si tratta di carne, determinati insetti vanno ad attaccarla nel corso della fase di macellazione.

Sia la frutta che la verdura possono essere oggetto di contaminazione nel caso in cui vengano lavate piuttosto che irrigate con dell’acqua che è stata contaminata da parte di feci animali piuttosto che umane. La salmonella, invece, può attaccare le uova dopo essersi introdotta nelle galline mediante un’infezione del sistema ovarico.

Nelle acque del mare ci sono i batteri della categoria Vibrio, che spesso finiscono filtrati e concentrati all’interno dei frutti di mare, come ad esempio mitili piuttosto che ostriche. Di conseguenza sono proprio tali batteri ad avere tutte le carte in regola per poter diffondere un’infezione pericolosa nel caso in cui tali pietanze vengano consumate crude.